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  Eclettrica-mente
Da piccolo ho messo le dita nella presa della corrente...
 
 
 

10.01.2006

Moleskine

Sono seduto al tavolo e parlo con Francesca. Parlo con Francesca mentre sono seduto al tavolo e lei caccia un taccuino, caccia un taccuino dalla copertina nera e rigida e me lo poggia davanti, me lo poggia davanti ai gomiti che ho piegato per appoggiare il mento sulle mani, per parlare con Francesca, mentre sono seduto al tavolo con lei e mi caccia un taccuino con la copertina nera e rigida dalla borsa.
Allora spiego le braccia, prendo il taccuino con le due mani, con delicatezza, cerco di toccarlo il meno possibile, mi pare una cosa sacra, Francesca mi caccia il taccuino dalla borsa e me lo pone davanti, mi pare una cosa da toccare il meno possibile, non voglio sciupare il taccuino di Francesca.
Lo apro.
Lo apro e Francesca mi guarda, Francesca mi guarda e non lo sa che io apro sempre dalla fine, lo apro e Franscesca mi guarda e non fa in tempo a dirmi di non aprire dalla fine, lo apro e Lei mi guarda mentre leggo, e mentre leggo mi guarda e si vergogna, perché non dovevo leggere dalla fine, ma io ho letto e lei ora è di fronte a me e si imbarazza.
Francesca è più bella di quanto immagina.

  eclettricamente ore 00:29 [ ]
commenti (7)
 

16.12.2005

Dentro casa, fuori dalla finestra.

C'è una stanza nella mia casa
dove si concentrano tutti i miei pensieri,
sul tavolo nero, che da spettatore muto ha visto tutta la vita di questa casa
una tovaglia sgualcita ed i miei libri nel solito disordine,
fogli sparsi, gli scarti di matite temperate, penne che non scrivono,
spartiti e tutto quello che dovrei fare e non faccio.
Quella stanza è il mio accampamento,
non è una stanza vera e propria, piuttosto è una separazione,
il mio mondo celato dietro mobili, girato l'angolo della libreria
il mare della mia indolenza.
Ogni tanto provo a mettere ordine,
quando uno scoglio è stato superato, a fatica, coi graffi e gli scivoloni,
allora prendo tutto e faccio delle pile ordinate, le cose vanno al loro posto,
i fili formano autostrade disciplinate che si snodano tra il pavimento perfettamente disposto
almeno lui
in quadrati precisi ed allineati.
Poi, ovviamente, torna tutto come prima.
Allora mi capita di alzare la testa e guardare di fronte,
il balcone divide il mondo fuori in quattro parti uguali due a due,
le superiori poco più grandi di quelle inferiori,
in un gioco geometrico con l'autostrada che forma un fazzoletto annodato
che di giorno e di notte si illumina di fari e lampioni gialli.
Guardo fuori e sul mare e sulla città nuvole scure combattono
con soffici distese di zucchero filato alla fragola,
che a vederlo da qui sembrano dover profumare tantissimo,
tanto che anche il sole vorrebbe mangiarle.
E così fa.
Giunge la notte e il mare chiude gli occhi, riposa,
e sonnecchiando si fa scuro e lascia che siano le stelle a guidare
le chiglie delle navi che lo accarezzano
e tutto resta nella penombra finché la paura di perdersi non è così forte
che ti sembra ti debba esplodere il petto e vorresti dare la testa al muro,
così accendi la luce e strizzi gli occhi,
la paura se ne va e resta solo
un brutto sapore,
che puoi sentire in bocca.

  eclettricamente ore 17:12 [ ]
commenti (7)
 

29.11.2005

Dormito poco, bevuto molto.

Mattina presto,
dormito poco e bevuto molto,
sulla testa e sul collo quell'ostile sensazione
di aver dormito sotto ad un elefante.
Verso le sette uno dei cuscini prova a scivolare dal mio letto,
con un guizzo felino la mia mano sinistra l'arpiona e lo riporta tra le coperte,
il sonno è tutt'altro che tranquillo.
Sulla testa la sensazione di avere la via principale di una grande città e sul collo quella di un tir che si è schiantato contro il mio nervo sciatico,
fuori c'è un bagliore diffuso, il sole buca qualche nuvola e si specchia in mare,
le auto sul ponte autostradale disegnano un arco luminescente,
come di comete che nascono e muoiono davanti alla mia finestra.
Fuori i panni stesi al vento si muovono armonici,
c'è sempre qualcuno che è scoordinato e provoca una sonora stecca ma tutto sommato è uno spettacolo piacevole,
qualche spiffero si infila tra gli infissi difettosi e mi muove un ciuffo che si piazza sulla fronte,
in mezzo agli occhi,
lo guardo e faccio una smorfia strabica,
dalla radio una chitarra acustica ed una voce
"...so I need you...".

  eclettricamente ore 17:05 [ ]
commenti (5)
 

26.11.2005

Sabato sera.

Sabato sera,
a casa,
la stufa alogena riempie ancora una volta la stanza con la sua luce gialla e tutto torna a muoversi più lentamente,
come in un acquario
e forse lo sono davvero, in un acquario.
Mi sento la testa pesantissima,
le orecchie otturate e le spalle bloccate,
davanti ai miei occhi il solito faretto azzurro,
il solito pupazzo di un diavoletto,
finestre lampeggianti,
il telefono in bilico ed un po' abbandonato ché tanto non chiama nessuno, dei plettri fosforescenti che si illuminano nella penombra ma stasera non mi va di suonare.
Ho i guanti verdi, senza dita,
batto sulla tastiera, c'è un po' di vita in rete,
almeno.
Fuori soffia il vento,
più leggero di prima, sempre scirocco, sempre caldo,
ma le mie mani sono gelide lo stesso.
Da terra si alza leggero un tepore proveniente dalla stufa,
la televisione trasmette delle canzoni più o meno famose rilette in chiave più soft, cha cha cha, tango, waltzer e quant'altro, qualcuno dorme sul divano, qualcun altro si è appassionato alla trasmissione, la segue attentamente.
Si spegne qualche luce,
si chiudono delle finestre,
torno solo.
Sabato sera,
non ci sono locali polverosi né valvole di amplificatori
con le chitarre che riempiono l'aria e le voci che stonano,
ci sono solo luci ed ombre,
luci.
Ed ombre.
 

  eclettricamente ore 23:42 [ ]
commenti (6)
 

24.11.2005

Troppa cioccolata

Sarà che sto mangiando troppi biscotti
con la cioccolata in mezzo,
ma mi sento il punto nero dell'universo.
Vi prego,
estirpatemi!

  eclettricamente ore 18:49 [ ]
commenti (161)
 

22.11.2005

Cono d'ombra.

Seduto come ogni sera,
Christian batte i tasti della tastiera,
di fronte a sé un cursore intermittente segue i movimenti delle dita con frequenza irregolare,
la luce giallastra della stufa elettrica si cala come un manto di neve sottile su tutte le cose che sono nella stanza,
donando alla scena un'atmosfera da carosello
che a vedere da fuori sembrava uno di quei paesaggi che si trovano nelle palle di vetro, di quelle che si inquadrano all'inizio dei film natalizi,
la neve cade sempre meno fitta, si schiarisce l'immagine di una casa, una stanza, una persona, una luce avvolgente,
attacca un pianoforte.
 
La mano sinistra porta un basso,
regolare,
la destra indugia in un arpeggio sulle note alte,
un ticchettio leggero ed elegante,
si fa avanti un violino
e per un attimo è tempesta,
le corde stridono, l'archetto graffia l'aria,
i bassi del pianoforta si fanno impetuosi
ma è solo un attimo.
Ritorna la calma e tutto nella stanza torna a scorrere lento, Christian sente un calore giusto sotto gli zigomi, come di stanchezza che si appende alle occhiaie e si culla tirando giù il viso, infossando gli occhi,
non ha mai scritto un racconto su sé stesso,
un violino ed un piano insieme fanno male,
sullo sfondo passano immagini varie
-apparentemente senza senso-
un viso giapponese, un uomo chino su di una tastiera,
un condo d'ombra enorme su di un un punto della Terra
che da questo si estende enorme e cupo,
con al centro sé stesso.

  eclettricamente ore 23:46 [ ]
commenti (6)
 

20.11.2005

Piccione viaggiatore.

Sono peggio di un piccione viaggiatore,
ma di quelli scapestrati,
uno di quelli smemorati.
Parto, torno,
in realtà non mi muovo mai,
è la mia testa che fa questo movimento continuo
come fosse uno yo-yo.
Credo che sia l'ultima possibilità per il blog,
alla prossima partenza lo mollo,
non ha senso portarlo avanti così,
ma in questo momento il ritorno è necessario,
c'è un assoluto bisogno di una valvola di sfogo.

  eclettricamente ore 16:02 [ ]
commenti (2)
 

26.10.2005

Come un lampione.

Da qualche mese ho quest'amica
che è una esperienza extrasensoriale,
lei vive nei suoi quadri,
si prolunga e distende nei suoi quadri,
sfonda la tela, t'arriva agli angoli della bocca
e te li stende al sole come fossero bucato appena fatto,
ecco che il viso ti si trasforma in un sorriso.
Lei è come un fumetto,
di quelli vecchi della disney,
che in questo mondo fatto al computer,
pieno di effetti speciali, di esplosioni,
sangue e tempo che sfreccia velocissimo,
sembra fuori luogo.
Ha qualcosa di fatato,
si muove piano e quando le ho detto che è come un lampione,
ha riso di gusto.
Ha un neo che se lo premi balla di lato,
una cosa non da poco,
non da tutti, certo.
Le ho detto "sei come un lampione"
e lei ha sorriso, come se le avessi detto la cosa più bella del mondo.
Un lampione di quelli dalla luce gialla,
che non illumina ma che si posa su cose e persone
e fa luce senza fare rumore,
una cosa delicata,
come la neve.

  eclettricamente ore 23:42 [ ]
commenti (6)
 

11.10.2005

In tre parole

In genere odio chi fa del proprio blog una lista della spesa di versi presi da canzoni. Ma stasera la spalla duole e non riesco a scrivere bene, quindi...
 

E' un illusione se pensi che va tutto bene sbagli
non ho più posto per la tua idiozia cogli l'attimo
l'ottimo è da un pò che se n'è andato via
è da un pò che non ci siamo
è da un pò che so che è solamente fumo
mi sembrava m'era parso mi son perso
sono immerso nella realtà speravo meglio
a questo punto devo andare
voglio cancellare quel che è stato prima
sono arrivato con la mia persona in cima
attore mai protagonista
cronista di fastidio artista io del tedio
vago nel tuo spazio in 3 parole sono un esercizio
imparami a memoria e prendi il vizio
sarò per te un indizio l'inizio per le nuove indagini
rime come immagini in volo con le rondini
sull'ombra dei pensieri che mi danno vita
stò da un'altra parte

  eclettricamente ore 23:14 [ ]
commenti (3)
 

08.10.2005

Piove sempre sul bagnato!

Non solo è tutto il giorno che diluvia ed io sto per uscire controvoglia, no!
E' anche tutto il giorno che mi fa un male bestiale la testa, cervicale a manetta, aiuto, non ce la faccio più!
non riesco nemmeno a pensare.
Abbiate pazienza!
:(

  eclettricamente ore 22:51 [ ]
commenti (2)
 

07.10.2005

Ma che...

...cazzo!
E' un post stupido ed inutile,
ma sono incazzato e con qualcuno dovrò pure sfogarmi,
non c'è nessuno ad ascoltarmi!

  eclettricamente ore 23:43 [ ]
commenti (2)
 

04.10.2005

La "vita" in diretta.

Chiunque abbia seguito,
anche solo per errore, di sfuggita,
il mondo del calcio, i suoi incredibili dibattiti televisivi,
le messe in scena alla Biscardi,
sa chi fosse Franco Scoglio,
il professore.
 
Allenatore vecchio stampo,
di quando ancora il calcio era pulito,
dai principi morali,
uno tosto,
che diceva sempre la sua,
che non si piegava.
 
Franco Scoglio lascia tutti di stucco
passando a miglior vita in diretta televisiva,
discute animatamente col presidente Preziosi del Genova,
si agita, si piega, flette la testa indietro,
di scatto, un istante e non è più tra noi.
 
Così, la televisione compie l'ennesimo miracolo,
si evolve, è sempre più onnipotente.
Per giorni Franco Scoglio,
il professore,
muore e rinasce per poi morire nuovamente
nell'edizione seguente del telegiornale,
sotto i faretti caldi di uno stupido studio televisivo di Genova,
sotto gli occhi di tutti.

  eclettricamente ore 23:43 [ ]
commenti (2)
 

03.10.2005

Metereopatico

Incredibile.
Avevo scritto un post cinque minuti fa con questo titolo,
ora vedo sul blog e...niente. Non c'è.
Sparito.
Come l'eclissi stamattina.
L'avete vista?
Il post faceva più o meno così, ora ve lo dico.
 
Oggi ho il pizzetto che mi si arrampica sul viso,
piove da stamattina e c'è un'atmosfera surreale,
come se l'autunno avesse bussato d'improvviso e fosse entrato
nelle case di tutti senza aver nemmeno aspettato che aprissero.
Avrebbe dovuto esserci un'eclissi oggi,
dalle nove alle dodici di questa mattina,
ed in effetti io credo che ci sia stata,
almeno in tivù così dicono, ed io ci credo.
Qui, invece, niente.
Sole, luna e Terra allineati a fare il trenino tra gli astri,
a farsi ombra, blackout. Nisba. Cielo plumbeo,
nero come la morte,
lo spettacolo è rimandato a data da destinarsi,
contattare agli astronomi per maggiori informazioni,
ed io che ogni quindici minuti m'addormentavo sui libri,
sul tavolo, anche lui nero, come la disperazione,
come la svogliatezza.
Certo, sono metereopatico, ma questo mi pare un po' troppo.

  eclettricamente ore 23:45 [ ]
commenti (4)
 

28.09.2005

Cordoglio capelluto.

Messaggi di cordoglio mi arrivano da tutte le parti,
facce allibite sono all'impasse,
non sanno che dire.
 
S'è sparsa la voce che ho tagliato i capelli,
qualcuno è venuto in pellegrinaggio,
qualcun altro dice che non è vero,
che tutto è come prima.
 
Pensare che mi han rotto i coglioni per un anno intero,
solo quest'anno, senza contare gli altri,
perché mi tagliassi questi capelli,
che stamane alle nove arrivavano alle spalle e che ora,
invece...
ora, invece, tutti mi rompono le palle perché l'ho fatto.
 
Che mondo.

  eclettricamente ore 19:34 [ ]
commenti (3)
 

26.09.2005

Il Grande Torino

Beh?
L'avete visto "Il Grande Torino" su rai uno?
Meno male che la rai ogni tanto caccia queste cose fatte che sono un bijoux, altrimenti la tv mi servirebbe solo da soprammobile...non è nemmeno bella!

  eclettricamente ore 23:31 [ ]
commenti (26)
 

24.09.2005

Tu mi domandi cos'è la malinconia.

Vuoi sapere cos'è la malinconia, giusto?
Tu sei un cielo grigio e bussi alla mia finestra per sapere cos'è la malinconia, ho capito.
Va bene, allora, te lo dico.
Malinconia è quando in strada c'è un milione di persone che ti sfiora e ti sbatte addosso e tu cammini guardando per terra e tutto ciò che vedi è una ragazza dal vestito leggero che le copre giusto fin sotto le ginocchia, seduta in terra, davanti ad un portone, a suonare un flauto
e a te non sembra che sia una ragazza,
ai tuoi occhi lei è una ninfa dei boschi,
e cammini perché devi farlo,
non puoi fermarti una vita intera a guardarla,
anche se sai bene che lo faresti,
ma poi come si fa,
non ci si può fermare una vita intera,
così te ne vai e speri che un giorno,
con un milione di persone in strada,
ci sarà almeno un attimo per fermarsi ancora una volta a guardarla.
 
Malinconia.
E' quando racconti a tua madre di com'era la sua, di madre,
e t'aspetti che ti sorrida,
perché i ricordi belli fanno sorridere,
ma lei ha gli occhi umidi perché in fondo non c'è un cazzo di niente da sorridere quando sai che qualcuno non tornerà più indietro.
Allora capisci che anche la tua è malinconia,
quando pensi che sarebbe riavvolgere un po' il nastro,
rivivere qualcuno di quei dannati giorni quando tornavi da qualche lezione pomeridiana a scuola,
d'inverno,
che fuori alle cinque di pomeriggio è già buio e l'ombra dei palazzi tra le vetrine dei negozi aperti t'avvolge e ti protegge,
magari corri sotto i muri col tuo ombrello minuscolo e lo zaino enorme,
piove ma non t'interessa, poi arrivi nel portone, sali per le scale e già senti il calore di quei palazzi di una volta,
dove ad abitarli c'erano quasi sempre anziani,
calore di una storia che fu,
di gas comunitario e termosifoni sempre accesi,
di tv a tutto volume e di ragazzi come te in cucina a studiare,
i compiti per domani,
muoversi piano per non far rumore sul pavimento sempre lavato,
le scarpe da ginnastica che scricchiolano,
aprire piano i barattoli,
kinder al latte e caramelle.
E poi il presepe.
Che fuori fa un freddo puttano
e tu dentro a fissare quel mondo in miniatura
illuminato ad intermittenza
e ti sentivi anche tu così piccolo che avresti potuto entrarci,
allora stavi nel buio del corridoio a fissarlo,
magari se ti concentravi ti ritrovavi anche tu nella capanna
o su qualche monte o in qualsiasi buco di un pezzo di sughero,
ma si sa, il tempo corre e non è che puoi fermarlo,
tocca crescere.

  eclettricamente ore 19:20 [ ]
commenti (14)
 

23.09.2005

Io, il vocabolario e il grottesco.

A 22 anni sono al 5° anno di università. grottesco.
Sognavo di poter usare la parola grottesco un giorno...
io sono il tipo di persona che se non conosce una parola va a vederla sul vocabolario e passassero anni un giorno dovrò dirla.

  eclettricamente ore 00:47 [ ]
commenti (3)
 

19.09.2005

La terra, il cielo, l'amore.

Le note salivano ed era come se piovesse al contrario.
Le corde vibravano e noi nel mezzo,
il vento tirava da terra in cielo,
c'erano carte, buste e stracci
e c'eravamo noi.
Poi un dragone, un'astronave
e tutto il resto delle forme che le nubi costruivano,
c'era un balletto in cielo e noi sotto,
in platea,
a guardarlo,
a battere le mani.
 

  eclettricamente ore 19:18 [ ]
commenti (5)
 

17.09.2005

Walking on the moon

Bevevo una tazza di qualcosa che non ho capito bene cosa sia, poi decidevo che potevo scrivere qualcosa.
 
Ho un po' di tristezza addosso e ho messo qualche canzone malinconica in cuffia, ma non m'è venuto da scrivere niente.
Allora m'invento.
 
Ieri sera m'è successa una cosa strana,
sono uscito a fare un giro -da solo come al solito-
e mi si è parata davanti l'immagine sconvolgente di un uomo identico ad un mio amico, ma con vent'anni di più, ed un bambino che era la mia fotocopia a cinque anni.
Sconvolgente.
 
Non so se sia stato questo o la stanchezza per la prova sostenuta (come sarà andata?) o il fatto che mi sia dedicato alla ricerca di un manuale di visual basic, fatto sta che il mio consueto giro solitario alla feltrinelli non ha fruttato gli effetti consueti e desiderati.
 
Insomma sono uscito di là ancora più triste, solo ed abbattuto. Per niente rilassato.
Allora mi sono messo a vagare per il corso,
tutta quella gente per strada ed io sempre in casa,
sempre peggio, sempre più giù, ho deciso di tornarmene per una strada secondaria, un po' di solitudine, qualcuno che passa ogni tanto, un po' di traffico, luci rosse, luci bianche, mi fa male il ginocchio, rallento.
 
Che tristezza.
Tornato a casa ritrovo un vecchio cd dei police,
lo faccio partire.
Che pace.
 
"Giant steps are what you take
Walking on the moon
I hope my legs don't break
Walking on the moon
We could walk for ever
Walking on the moon
We could live together
Walking on, walking on the moon"

  eclettricamente ore 00:42 [ ]
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26.08.2005

Philips, Plant e le meraviglie dell'era moderna.

Chissà se l'immaginavano i tecnici Philips
-ed io immagino che non lo facessero-
quando montavano il loro glorioso stereo,
una quarantina d'anni fa,
chissà se l'immaginavano che un giorno
-magari sì, magari lo sognavano-
sarebbe stato accanto ai più moderni ritrovati della tecnologia.
Chissà.
A saperlo che pensano i tecnici Philips quando montano gli stereo.
C'ero io,
lo stereo
ed il mio pc.
Webcam, stampante, scanner, modem, fax,
internet, windows, una marea di cd,
una collezione di tazze sul mobiletto
e lui.
Lui sarebbe lo stereo.
Quello Philips.
Voi ve l'immaginate lo stereo Philips che la notte,
quando tutti dormono,
si sveglia
-perché gli oggetti quando la gente dorme si svegliano-
parla col mio personal computer e gli fa:
"Ma tu, con quella testa enorme grigia e lucida,
che cazzo sei?".
E lì il computer giù tutta la notte a spiegargli cos'è,
pensate sia facile?!
Dico,
ve l'immaginate uno stereo di quarant'anni fa,
con delle casse da novanta watt,
col suo glorioso giradischi,
gli adesivi delle marché più in voga al momento,
i quarantacinque e trentatré giri sotto al mobiletto,
ve l'immaginate che parla con un affare pieno di chip
e transistor
e tutta la malora di polvere e cianfrusaglie che è dentro ad un dannato case del computer.
Cazzo si dicono?
Come fanno a capirsi!?
Immaginate Elvis che parla col leader di una band del momento,
Elvis gli fa "ma a te, tutta quella roba che hai là sul palco, a che ti serve?".
Quello mica glielo sa spiegare che a cantare, lui, non sa mica cantare, però la scena la sa reggere benissimo.
Gli piglierebbe un colpo. Ad Elvis.
Non che Elvis sia uno dei miei idoli, però.
Guardatelo Robert Plant che venti, trent'anni dopo
esser diventato un leader, un'icona,
una leggenda del rock, della musica,
uno che ha fatto nascere un pezzo come
Stairway to Heaven,
guardatelo che fa un disco,
con la voce meno elastica ma sempre passionale,
che si sente che dentro c'ha della roba che vuole cacciare.
Bevetevi 'na Tennent's e poi una Beck's,
più o meno questa è la differenza tra Plant e qualsiasi altro coglione che pensa di essere una star della musica,
oggi.
Ma non ci perdiamo.
Pensate al mio stereo,
che la notte parla col pc.
Secondo voi,
come glielo spiega che ogni giorno
quando gli do un cazzotto in testa
non è perché ha quarant'anni
ma solo perché se no non riesco a sentire il canale sinistro?!

  eclettricamente ore 23:50 [ ]
commenti (0)
 
 
 
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